Il 2026 dell’Intelligenza artificiale

AI 2026: La fine dell’Hype e il ritorno alla Realtà. Se il 2025 è stato l’anno dell’hype sfrenato, il 2026 sarà l’anno della realtà. Lo scorso anno abbiamo visto uscire un nuovo tool ogni settimana, con la promessa costante dell’automazione totale. Ma dopo due anni passati a portare in produzione più di 70 soluzioni AI per circa 60 aziende diverse, il quadro è cambiato.

Stiamo entrando in una fase di maturità. Meno promesse, più concretezza. Ecco cosa succederà nel 2026 e come prepararsi.

1. Google: Il gigante si è svegliato (davvero)

Nel 2026 Google diventerà con ogni probabilità il leader indiscusso, grazie a un vantaggio strutturale che gli altri non hanno: le TPU. Mentre il resto del mondo dipende dai chip Nvidia, Google possiede l’hardware per scalare senza colli di bottiglia.

Ma il vero “killer feature” è la distribuzione. L’AI non è più solo un sito web dove fare chat: è dentro Gmail, Docs, Sheets. Per le aziende, questo significa zero integrazioni complesse. Aggiungiamo l’ecosistema in costruzione (Antigravity, Gemini 3 Pro, protocollo Agent-to-Agent) e 30 anni di dati reali sugli utenti, e otteniamo un vantaggio competitivo quasi incolmabile sull’infrastruttura.

2. Anthropic: Il re dell’Enterprise

Se Google vince sulla massa, Anthropic vince sulla specializzazione. Hanno scelto di diventare indispensabili per gli sviluppatori e le aziende. Claude Code e le Claude Skills non sono semplici feature, ma un cambio di paradigma. La possibilità di inserire codice Python eseguibile direttamente nella conversazione rende Claude perfetto per automatizzare report, preventivi e task ripetitivi. Non cerca di fare tutto, ma quello che fa, lo fa meglio di chiunque altro.

3. Basta sogni: La verità sugli Agenti AI

Nel 2025 sognavamo agenti autonomi che lavorassero h24 senza supervisione. La realtà? Gli agenti sono non deterministici. Più ne aggiungi, più il rischio di errore aumenta. Far lavorare 8 agenti in parallelo oggi significa spesso creare il caos. Nel 2026 vedremo sparire i “workflow magici” a favore di piccoli gruppi di agenti (3-4 al massimo) che collaborano tramite protocolli come l’A2A di Google, sempre con supervisione umana. Meno fantascienza, più affidabilità.

Il vantaggio competitivo: Costruire e Moltiplicare

Chi vincerà nel 2026? Chi smetterà di pensare che “un’ora di lavoro = un’ora di output”. Con l’AI, una singola unità di input deve generare 100x di output. Per farlo servono due competenze:

  1. Automazione: Fermarsi ogni due settimane e chiedersi: “Cosa sto ripetendo?”. Se la risposta è email o analisi PDF, va automatizzato.

  2. Costruire: Non aspettare il tool perfetto. Costruiscilo. Con strumenti come Antigravity o Claude Code, oggi si possono creare app su misura in 20 minuti (personalmente ho creato un analista YouTube automatizzato proprio in questi tempi).

L’hype sta crollando. Rimane la tecnologia che funziona. La domanda è: sarai spettatore o costruttore?

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